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Bankitalia critica su scudo fiscale e conti pubblici

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Bankitalia critica su scudo fiscale e conti pubblici

Messaggio Da Maurizio il Gio Ott 15, 2009 4:07 pm

Fonte: La Stampa

«Lo stato dei conti pubblici è in notevole peggioramento, risentendo soprattutto della dinamica particolarmente negativa delle entrate». Il giudizio è della Banca d’Italia che nel suo Bollettino economico segnala come nei primi nove mesi dell’anno il gettito tributario si sia ridotto del 3,2%, «nonostante la forte crescita di alcune imposte sostitutive straordinarie». Inoltre, aggiunge via Nazionale, «sulle prospettive dei conti pubblici pesa l’incertezza ancora elevata riguardo ai tempi e all’intensità della ripresa ciclica».

Peggiorano le condizioni del mercato del lavoro in Italia. E incidono sulla domanda interna. È quanto emerge dal Bollettino Economico della Banca d’Italia. «Continuano a peggiorare gli indicatori relativi alle intenzioni di acquisto di beni durevoli e alle condizioni del mercato del lavoro», rilevano gli economisti di Via Nazionale, evidenziando come «pesa verosimilmente sulle decisioni di spesa delle famiglie il calo dell’occupazione, in atto dalla metà del 2008». Nel secondo trimestre la perdita è risultata di oltre mezzo milione di occupati rispetto a un anno prima, escludendo dal computo l’effetto delle iscrizioni all’anagrafe di lavoratori immigrati. È stata di circa 300.000 unità la flessione dei lavoratori comunemente definiti come «precari», in maggioranza giovani. Nel terzo trimestre si è ancora intensificato il ricorso alla Cassa integrazione guadagni: le ore complessivamente autorizzate sono aumentate di circa il 30 per cento rispetto al trimestre precedente.

La recessione mondiale si è fermata, ma la ripresa «si prospetta lenta e non immune da rischi». Lo afferma la Banca d’Italia nel Bollettino economico, secondo cui «la recessione mondiale si è arrestata e si sta ora profilando una ripresa, in larga parte grazie al sostegno delle politiche economiche espansive adottate nei principali paesi». Nel secondo trimestre, spiega via Nazionale, «il prodotto era già tornato ad aumentare in molte delle economie industriali ed emergenti nelle quali aveva subito una profonda caduta; aveva accelerato in Cina e in India; aveva continuato a contrarsi, ma a ritmi assai più blandi, negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei». Nel periodo luglio-settembre, poi, «in numerose economie sono giunti segnali positivi dalla produzione industriale, dalle vendite al dettaglio, dal clima di fiducia di imprese e famiglie. Le condizioni dei mercati finanziari internazionali hanno continuato a migliorare, sostenute da una maggior fiducia degli investitori: sono proseguiti il forte rialzo dei corsi azionari, la riduzione degli spread sulle obbligazioni societarie, l’allentamento delle tensioni nei mercati interbancari».

«Secondo le previsioni degli organismi internazionali, tuttavia - evidenzia Bankitalia - la ripresa si presenterebbe con ritmi contenuti fino al prossimo anno: nel 2010 la crescita mondiale si collocherebbe in media attorno al 3%; quella dei paesi avanzati appena al di sopra dell’1%». «Rimane inoltre molto elevata - conclude il Bollettino - l’incertezza sulla sua solidità: c’è il rischio che con il venir meno degli stimoli fiscali e monetari, e una volta esaurito il ciclo di ricostituzione delle scorte, la domanda privata possa tornare a ristagnare, frenata in molte economie da una disoccupazione elevata e crescente, dalla limitata disponibilità di credito e dall’esigenza delle famiglie di risanare i propri bilanci».

Il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, afferma infine che lo scudo fiscale potrà avere «effetti negativi sugli incentivi dei contribuenti a pagare le imposte in futuro». Facendo un confronto con gli altri Paesi europei, Saccomanni ha rilevato le differenze tra il sistema concepito in Italia e quelli ideati negli altri Paesi, in Usa e Europa. «L’obiettivo di favorire l’emersione spontanea delle attività detenute illecitamente all’estero - ha detto Saccomanni - è accompagnato da un rafforzamento della lotta contro i paradisi fiscali, accentuatasi con la crisi internazionale. In quest’ottica si sono mossi i governi di alcuni dei maggiori paesi - fra i quali Stati Uniti e Regno Unito». «Nelle esperienze di altri paesi l’emersione comporta il pagamento dell’intero ammontare delle imposte dovute e non versate, inclusi gli interessi per ritardato pagamento. A queste somme - ha aggiunto - si aggiunge talvolta una sanzione, seppure ridotta rispetto a quanto previsto ordinariamente dalla legislazione tributaria. In alcuni paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, non è previsto l’anonimato».

Diverso il discorso in Italia dove «l’emersione comporta un costo relativamente modesto. È previsto l’anonimato. Inoltre lo scudo può essere utilizzato a fronte di qualsiasi accertamento fiscale e previdenziale, anche su redditi derivanti da attività svolte in Italia e non direttamente ricollegabili ai beni rimpatriati o regolarizzati».

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